Una decisione che giunge a distanza di quasi diciotto anni dal delitto, dopo un interminabile percorso giudiziario che ha travolto l’esistenza di un uomo che, sin dal primo momento, non ha mai smesso di proclamarsi innocente.
Il procedimento a carico del Calligaris, inizialmente archiviato nel 2012, veniva riaperto da parte della Procura di Udine nel 2015, in assenza di qualsivoglia prova nuova a suo carico. Seguiva la condanna a sedici anni pronunciata dal Gup. di Udine nel 2020; ribaltata dalla Corte d’Assise d’Appello di Trieste che assolveva l’imputato “per non aver commesso il fatto” nel 2021. La pronuncia veniva annullata dalla Corte di Cassazione con rinvio alla Corte d’Assise d’Appello di Venezia, che confermava la condanna a sedici anni nel 2023. Anche tale decisione veniva successivamente cassata dalla Suprema Corte, con ulteriore rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Venezia, la quale confermava nuovamente la condanna nel 2025, oggi definitivamente travolta dalla Corte di Cassazione con annullamento senza rinvio.
Il travagliato iter processuale è stato affrontato e sostenuto, al fianco di Paolo Calligaris, dagli avvocati Rino Battocletti, Alessandro Gamberini e Cristina Salon, che per anni hanno denunciato le profonde anomalie investigative e le gravissime distorsioni giudiziarie che hanno segnato il procedimento, individuando nella Procura di Udine e nelle Corti veneziane le principali responsabili di un accanimento processuale culminato in pronunce di condanna che la Suprema Corte ha ora definitivamente cancellato.
Di seguito alcuni link alle notizie di stampa:
Telefriuli:
La Cassazione: “Non fu Paolo Calligaris ad uccidere Tatiana Tulissi”
Messaggero Veneto:
Dopo 18 anni e 7 processi, l’ultimo capitolo dell’omicidio Tulissi in Cassazione: scagionato Calligaris
il Riformista:
Condannato a 16 anni, poi assolto vent’anni dopo: Paolo Calligaris non ha ucciso Tatiana Tulissi